Andamento prezzo energia e gas: come funzionano PUN e PSV
Pubblicato il 4 Giu 2026
In breve: Cosa sono PUN e PSV, come si formano i prezzi all'ingrosso di energia elettrica e gas, cosa li fa salire o scendere e come l'andamento incide sulla tua bolletta.

Capire l'**andamento del prezzo dell'energia e del gas** è il primo passo per non subire le bollette, ma sceglierle. Dietro a ogni fattura ci sono due indici di riferimento — il **PUN** per l'elettricità e il **PSV** per il gas — che determinano quanto paghi la materia prima. In questa guida ti spieghiamo cosa sono, come si formano, cosa li fa oscillare e, soprattutto, come il loro andamento si riflette concretamente sulla tua bolletta.
Cos'è il PUN (Prezzo Unico Nazionale)
Il **PUN** è il prezzo medio all'ingrosso dell'energia elettrica in Italia, calcolato ogni giorno sul Mercato del Giorno Prima (MGP) gestito dal Gestore dei Mercati Energetici (GME). È espresso in €/MWh e rappresenta il punto di partenza del costo dell'energia che poi ritrovi in fattura.
La maggior parte delle offerte a **prezzo variabile** del mercato libero è agganciata proprio al PUN: quando l'indice sale, le bollette indicizzate salgono; quando scende, scendono. Puoi consultare il grafico aggiornato e lo storico completo nella nostra pagina dedicata all'andamento del prezzo dell'energia (PUN).
Cos'è il PSV (Punto di Scambio Virtuale)
Il **PSV** è l'equivalente del PUN per il gas naturale: è il principale indice di riferimento del prezzo del gas all'ingrosso in Italia, anch'esso espresso in €/MWh. Le offerte gas a prezzo variabile sono in genere indicizzate al PSV, esattamente come quelle luce lo sono al PUN.
Anche per il gas trovi grafico interattivo e storico nella pagina sull'andamento del prezzo del gas (PSV). Tenere d'occhio entrambi gli indici ti dà il quadro completo del mercato energetico.
Come si formano i prezzi all'ingrosso
Il PUN nasce dall'incontro tra domanda e offerta di energia sul mercato: i produttori offrono energia a un certo prezzo, gli acquirenti la richiedono, e il sistema fissa un prezzo di equilibrio orario. Il PSV segue una logica analoga per il gas, fortemente legata ai mercati internazionali e agli hub europei.
Su entrambi gli indici pesano fattori come la **disponibilità di gas** (che alimenta molte centrali elettriche), la **produzione da rinnovabili**, la **domanda stagionale**, le tensioni geopolitiche e il costo della CO₂. Per questo PUN e PSV tendono spesso a muoversi insieme.
Cosa fa salire o scendere PUN e PSV
Alcuni dei principali driver dell'andamento dei prezzi:
- **Stagionalità**: in inverno la domanda di gas per riscaldamento e di elettricità cresce, spingendo i prezzi verso l'alto. - **Rinnovabili**: molto sole e vento aumentano l'offerta a basso costo e fanno scendere il PUN. - **Prezzo del gas**: poiché molte centrali sono a gas, un PSV in rialzo trascina spesso anche il PUN. - **Eventi geopolitici**: crisi di approvvigionamento o tensioni internazionali possono far impennare i prezzi in poche settimane.
Un esempio concreto: nei dati GME più recenti il PUN si è attestato intorno ai **137 €/MWh** e il PSV intorno ai **51 €/MWh**, con oscillazioni quotidiane di qualche punto percentuale. Trovi sempre l'ultimo aggiornamento nel nostro articolo sul prezzo dell'energia e del gas di oggi.
Come l'andamento incide sulla tua bolletta
PUN e PSV sono valori all'ingrosso: in bolletta paghi questo costo della materia prima più trasporto, oneri di sistema e imposte. La differenza la fa il **tipo di offerta** che hai scelto:
- Con un'offerta a **prezzo variabile**, le oscillazioni di PUN e PSV si trasferiscono direttamente sulle tue prossime fatture: risparmi quando il mercato scende, ma sei esposto ai rialzi. - Con un'offerta a **prezzo fisso**, blocchi il costo della materia prima per tutta la durata del contratto e sei protetto dalle variazioni, a costo di non beneficiare degli eventuali ribassi.
Capire dove leggere questi valori in fattura ti aiuta a controllare se stai pagando il giusto: nella nostra guida su come leggere e capire la bolletta dell'energia trovi tutte le voci spiegate sezione per sezione.
Fisso o variabile: come scegliere in base al mercato
Non esiste una risposta valida per tutti. In una fase di prezzi bassi e stabili, il variabile può convenire; quando i mercati sono nervosi o in rialzo, il fisso offre tranquillità. La scelta dipende dal tuo profilo di consumo e dalla tua propensione al rischio.
Prima di firmare, vale la pena confrontare le offerte e capire a quale indice sono agganciate: la nostra guida su come scegliere il fornitore di luce ti spiega cosa controllare per non sbagliare.
Conclusione: trasforma il mercato in un vantaggio
Seguire l'andamento di PUN e PSV non serve a fare gli speculatori, ma a scegliere il momento giusto per cambiare offerta o bloccare un prezzo fisso. È una delle leve più efficaci per una corretta gestione delle bollette energetiche.
Vuoi sapere se la tua offerta è ancora conveniente rispetto al mercato di oggi? Possiamo analizzare gratuitamente le tue bollette di luce e gas e dirti, numeri alla mano, quanto puoi risparmiare. Chiamaci al numero 0434 834108 oppure prenota una consulenza gratuita online: bastano le ultime due bollette.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra PUN e PSV?
Il PUN è il prezzo all'ingrosso dell'energia elettrica che si forma ogni giorno sul Mercato del Giorno Prima del GME; il PSV è il prezzo del gas naturale scambiato al Punto di Scambio Virtuale italiano. Sono due mercati distinti, entrambi espressi in euro per MWh.
Dove si trovano i dati ufficiali di PUN e PSV?
I valori sono pubblicati dal GME (Gestore dei Mercati Energetici) per l'elettricità e dagli operatori del mercato del gas per il PSV. Nelle nostre pagine dedicate agli indici riportiamo l'andamento aggiornato e lo storico.
Un contratto indicizzato segue esattamente il PUN?
No: il contratto indicizzato applica il PUN (o il PSV) del mese di riferimento più uno spread fisso del fornitore, a cui si sommano perdite di rete, commercializzazione, oneri e imposte. Il prezzo finale è quindi sempre superiore all'indice.
Ogni quanto conviene controllare l'andamento dei prezzi?
Per una famiglia è sufficiente un controllo mensile e una verifica alla scadenza delle condizioni economiche; per un'azienda con consumi rilevanti il monitoraggio va fatto in continuo, perché la finestra utile per fissare un prezzo può durare pochi giorni.